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Vai dallo psicologo? Allora hai problemi!

A cura di Pubblicato il: 03/07/2026

 

“Vai dallo psicologo? Allora hai problemi!”

“Vai dallo psicologo? Ma parlane con un amico, è la stessa cosa!”

“Vai dallo psicologo? Certo che hai soldi da buttare, con quello che costa!”

“Vai dallo psicologo? Datti tempo e tutto passerà da solo!”

Potrei continuare all’infinito con frasi di questo genere. Quante volte ci siamo sentiti dire queste parole? Quante volte, magari, ce le siamo ripetute anche da soli?

Siamo nel XXI secolo, eppure ancora oggi intraprendere un percorso psicologico viene considerato da molti una perdita di tempo, anche se per fortuna non da tutti.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Secondo il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, la psicologia “è la disciplina scientifica che studia i processi mentali, il comportamento e le relazioni che ne derivano”.

Il Consiglio continua spiegando che “lo psicologo è il professionista che interviene all’interno dei contesti individuali, interpersonali, sociali, istituzionali e lavorativi tramite l’utilizzo di strumenti e tecniche che hanno il loro fondamento in teorie, costrutti e modelli psicologici condivisi dalla comunità scientifica”.

Lo psicologo opera con l’obiettivo di conoscere, migliorare e tutelare il benessere psicologico e la salute delle persone, delle famiglie, delle comunità e delle organizzazioni sociali e lavorative. La competenza dello psicologo è quindi una competenza specifica, ma anche trasversale, che consente di collegare la prassi professionale alla domanda della persona o del contesto che richiede l’intervento.

La professione di psicologo è regolata dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56. Gli psicologi sono inoltre disciplinati dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, consultabile anche online, che stabilisce principi etici, regole professionali e responsabilità. Ogni psicologo o psicoterapeuta appartiene a un albo regionale, che dovrebbe sempre essere verificato prima di affidarsi a un professionista.

Questa mi sembra una prima premessa fondamentale per poter pensare di iniziare un percorso con fiducia.

Tuttavia, questa premessa non risolve del tutto le domande poste all’inizio. Ancora oggi ci troviamo accanto persone che non “credono” nell’operato dello psicologo, come se si trattasse di un mago a cui dire: “risolvi i miei problemi”.

Ma non funziona così.

Ci sono tante competenze da valutare, sia da parte del professionista sia da parte del paziente. Il processo terapeutico è un processo di cambiamento, voluto dalla persona che lo richiede. Voluto perché, in un determinato momento della vita, ci si trova in difficoltà anche solo ad affrontare la quotidianità.

Quello che mi stupisce di più è che, invece di chiedere aiuto o di accogliere l’aiuto che un professionista può offrire, spesso si preferisce rimandare. È più facile pensare che prima o poi passerà, che non ci siano i soldi, che tanto sia sempre stato così.

Poi, quando il problema diventa una montagna troppo alta da scalare, si inizia a pensare che sia troppo tardi e che nessuno possa davvero aiutarci.

Mi viene in mente un esempio semplice: se ho fame, vado a fare la spesa e compro qualcosa da mangiare. Non ho mai sentito nessuno dire: “Vabbè, ci vado domani, tanto poi la fame mi passa”.

Se ho mal di denti, vado dal dentista. Forse posso rimandare di qualche settimana, ma il mal di denti rimane.

Se invece provo un malessere psicologico, prima di cercare aiuto ci penso, mi consulto con amici e parenti, mi vergogno di avere un problema. Mi dico che tanto non se ne accorge nessuno, che posso ignorare il mio disagio.

Non è semplice come fare la spesa o andare dal dentista, è vero. Ma questo non significa che “andare dallo psicologo” debba diventare un blocco mentale o sociale.

Se abbiamo bisogno di aiuto, dobbiamo cercarlo dove serve.

Intraprendere un percorso psicologico non è qualcosa di discriminante. Al contrario, significa prendersi cura del proprio benessere e della propria salute, anche a livello fisico.

Non dobbiamo vergognarci di vivere un periodo difficile, di sentirci in difficoltà o di non riuscire ad affrontare alcune sfide. Al contrario, possiamo imparare ad affrontare la quotidianità partendo proprio dai nostri punti di forza e dalle nostre relazioni.

Il rapporto che si instaura nel processo terapeutico è caratterizzato dalla relazione tra il professionista e la persona: una relazione di fiducia, ascolto e lavoro condiviso.

Non dobbiamo avere paura di cambiare, di crescere e di costruire il nostro benessere, qualunque sia l’ambito della vita in cui ne sentiamo il bisogno.

Dobbiamo imparare a dedicarci a noi stessi, per raggiungere le nostre ambizioni e vivere con maggiore consapevolezza.

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I miei studi sono iniziati più di dieci anni fa nella facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e successivamente mi sono specializzata in Psicoterapia Sistemico Relazionale. Ho conseguito diversi master: in “Psicologia Clinica e Psicologia Giuridica”, in “Psicologia Giuridica e Forense per CTU e CTP” e in “Psicoterapia della Coppia”.

Ho lavorato per tanti anni nel sociale: nelle scuole, in diversi centri diurni e in particolar modo con i minori. La mia specializzazione mi permette di osservare il contesto sociale e relazionale nel quale siamo inseriti.

Ritengo che la psicoterapia sia uno strumento fondamentale per poter affrontare le diverse fasi della vita che si incontrano. Attraverso la relazione che si sviluppa durante gli incontri, ogni persona può capire quali comportamenti e azioni non sono utili per raggiungere i propri obiettivi. Nel mio lavoro posso incontrare singoli, coppie e famiglie.

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